Guarire dall’ansia e ritrovare la gioia di vivere

09.10.2014 11:52

 

Conversazione con il dr. Gian Carlo Gobbi, psicologo-psicoterapeuta, membro della équipe dello Studio Kairòs di Verona.

Nel suo lavoro incontra spesso persone che soffrono di disturbi d’ansia, come mai si rivolgono a lei?

Se è vero che siamo tutti in alcune circostanze un po’ ansiosi, non è scritto da nessuna parte che si debba esserlo troppo e troppo spesso, o vivere in stato di costante agitazione, avere fobie e insicurezze eccessive. L’ansia può diventare molto invalidante, impedendo di realizzare i propri desideri e le proprie capacità e limitando il livello di benessere. In base ai dati OMS 500 milioni di persone nel mondo soffrono di disturbi d’ansia ed è un dato in costante aumento.

Paradossalmente, chi soffre di disturbi d’ansia fa fatica a chiedere aiuto: esperienza comune è il sentirsi un caso anomalo e temere il giudizio altrui, a causa di preconcetti ancora presenti verso tutto ciò che concerne il disagio psichico, che sembra avere meno dignità rispetto ai disturbi fisici. C’è grossa difficoltà a far comprendere anche a chi è vicino i propri problemi. La tendenza di oggi è quella di mettere a tacere l’ansia il più in fretta possibile, ricorrendo subito ai farmaci. Di solito, la psicoterapia arriva molto dopo, anche dopo anni; spesso quando il farmaco non porta più l’effetto sperato o ci si accorge di esserne diventati dipendenti.

Ci può spiegare bene che cosa è l’ansia?

L’ansia, in realtà, è una reazione innata, positiva e funzionale alla sopravvivenza; è un sentimento di malessere che ha la funzione di attivare la persona per aiutarla nello sforzo che diviene indispensabile di fronte a una prova o a una scelta difficile o a un’esperienza nuova. Si tratta di un meccanismo vitale che consente di rispondere in modo adeguato agli stimoli ambientali,  permette di affrontare situazioni nuove con la giusta concentrazione e attenzione e di ottenere buoni risultati; spinge anche a superare i propri limiti e migliorarsi, a prestare ascolto a quello che succede intorno e dentro di noi, stimolando le capacità creative e operative.

Spesso, però, l’ansia può crescere eccessivamente, presentandosi con una gran varietà di forme e di sintomi e procurare un forte disagio; può arrivare così a influire profondamente sulla capacità di lavorare, studiare, amare, relazionarsi con gli altri, godere del tempo libero.

È vero che ci sono vari tipi di ansia?

Le manifestazioni d’ansia non sono tutte uguali, le differenze individuali contano molto; è importante non fare mai autodiagnosi, ma affidarsi a terapeuti esperti.

L’ansia può manifestarsi principalmente come:

ansia diretta, con un generale senso di agitazione, di apprensione, di piccola confusione, di affanno e sintomi quali tachicardia, sudorazione, tremori, nodo alla gola, tensione muscolare, dispnea, dolore al petto, ecc.;

ansia somatizzata, con sintomi psicosomatici quali perenne mal di schiena, mal di testa, emicranie, palpitazioni, gastrite, ulcera, dermatiti, eczemi, tic nervosi, ecc.

Gli ansiosi inoltre hanno più possibilità di ammalarsi, a causa dell’abbassamento delle difese immunitarie.

Si parla di ansia patologica quando è eccessiva per intensità e durata, paralizza e impedisce di avere un rapporto adeguato con la realtà; ha effetti secondari disturbanti su funzioni mentali importanti quali attenzione, concentrazione, memoria, capacità di giudizio. La persona vive sempre in stato di allerta, con una preoccupazione di fondo e una minaccia che da un momento all’altro succeda qualcosa, con la costante sensazione di sopravvivere, non di vivere. L’ansia patologica va sempre curata.

Come viene curata l’ansia?

Dai disturbi d’ansia si può guarire.

La terapia si attua solo dopo una diagnosi certa, e sarà individualizzata. La terapia ha lo scopo di alleviare i sintomi e ricondurre l’ansia alla dimensione originaria di tensione fisiologica positiva, permettendo di riappropriarsi della propria vita, affrontandola con energia e pienezza e utilizzando al meglio le proprie risorse. Lo scopo della terapia non è eliminare del tutto l’ansia, come spesso si crede, ma controllarla quando diviene paralizzante e trasformarla in una risorsa, attraverso l’ascolto e l’utilizzo positivo della sua energia. Anche quando è necessaria la farmacoterapia, questa va sempre affiancata da un percorso psicoterapeutico.

Quando l’ansia è acuta e paralizzante, la cura migliore è quella che abbina la farmacoterapia, almeno nella prima fase, a una psicoterapia, perché lo psichico e il biologico non sono entità separate e vanno curate assieme. Intraprendere con fiducia un percorso di psicoterapia significa non solo liberarsi dai sintomi dell’ansia, ma può rappresentare in realtà un prezioso aiuto in momenti delicati della vita per riscoprire i propri bisogni e desideri più veri, acquisire sicurezza nelle proprie scelte e ritrovare la spinta positiva e la gioia di vivere: perché cambiare è sempre possibile.

 

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