L'APPRENDIMENTO E UN PAPERO CHE SUONA Uno sguardo psicomotorio (prima parte)

09.10.2014 12:07

di Pier Paolo Gobbi

 

Diceva una grande educatrice, che "Niente può giungere alla mente se non passa dalle mani".
Ripensavo ieri rincasando a queste parole di Maria Montessori. E' trascorso quasi un mese dall'inizio delle scuole, che vedono ogni famiglia con bambini e ragazzi confrontarsi con l'avventura quotidiana dell'apprendimento, soprattutto nel suo volto, non sempre lieto...dei compiti per casa! Sull'argomento compiti prometto di ritornare in un altro contributo, qui vorrei fermarmi a riflettere con voi con semplicità sulle origini dell'apprendimento ( argomento dalle mille sfaccettature e che coinvolge diverse discipline e sguardi) così come si colgono dalla finestra della mia stanza di psicomotricità, dove iniziano ad arrivare alcuni bambini anche per un aiuto alle difficoltà a scuola. È uno sguardo parzialissimo, certo, ma forse utile, che parte da quello che si coglie guardando dalla finestra verso l'interno della stanza, dove si muove lo spettacolo più bello: la vita dei bambini.

1- Due sorelle per ogni bambino

Chi è genitore o ha il dono di lavorare con i bambini, sa bene che ogni bambino per crescere in armonia ha certamente bisogno di avere...almeno due sorelle!
Non preoccupatevi, intendo che ha bisogno di fare regolari esperienze di contatto, contenimento e "buona" dipendenza dagli adulti che gli vogliono bene, ma deve anche provare a staccarsi dall’abbraccio iniziale dei genitori, ad allontanarsi e muoversi alla scoperta del mondo intorno a sé per vivere la "buona " autonomia.
Dipendenza e autonomia sono come due sorelle di ogni bambino che cresce e molto di quello che accade negli anni successivi della vita del bambino, anche negli aspetti di difficoltà, ha una parte delle sue radici in come è stata vissuta questa duplice e necessaria esperienza che chiamiamo "buona " dipendenza e "buona"autonomia. Molto ci sarebbe da parlare su ciascuna delle sorelle...a casa vostra come stanno?

Non c’è niente di più bello che osservare un bambino piccolo che dopo aver vissuto il primo periodo di vita immerso nella buona dipendenza, mano stretta stretta nella mano con sorella dipendenza, ora si apre e si “sgancia” e comincia ad esplorare la realtà diventando complice di sorella autonomia!
Quante differenze in questo, nei bambini piccoli! Chi "gattona" presto ed esplora tutta la casa, chi rimane fermo vicino alla sedia della mamma, anche se avrebbe le capacità di spostarsi!
Ma quante differenze anche nei bambini più grandi e nei ragazzi tra chi è sempre “affamato” di vita (oltre che di abbondanti piatti di pastasciutta!) a casa, a scuola, nello sport, nella musica e per questo si "dà una mossa", si muove come un esploratore e invece chi sembra non desiderare niente o desiderare tutto per un solo istante e poi molla la presa. Dico "sembra" volutamente per ricordare a me stesso e a voi che sempre dobbiamo credere che anche dentro e dietro il bambino, figlio, allievo meno desiderante e a volte in qualche frangente meno desiderabile, c'è un fuoco, magari una brace piccola che se però riceve il soffio giusto...è' il vento dell'avventura dell'educazione!
I nostri bambini, i nostri ragazzi come sono? A che sorella sono più attaccati?
Come stiamo a fuoco e braci? Chi soffia? Come?

2- Un papero che suona

Quando inizia l'apprendimento?
Le ricerche più recenti ci testimoniano che la prima "aula" di apprendimento è il grembo materno, dove il bambino gradualmente inizia ad essere protagonista dell'avventura della conoscenza ( altro bellissimo tema da approfondire!).
Poi, dopo nove mesi di aula "primaria", il bambino viene alla luce e gode dei fantastici mesi della scuola più bella del mondo: l'abbraccio caldo e ricco di emozioni di mamma e papà! Chiamiamola la scuola dei corpi intrisi d'amore. Ogni coppia genitoriale una storia, ogni bambino un'avventura nuova! Qui stanno le radici del sentirsi vivo, accolto sempre e comunque, amato, degno, felice, qui sta anche la radice di quel bisogno mai colmato di un abbraccio che cerchiamo ogni giorno, in vari modi...
Ma il tempo corre veloce e il desiderio più grande che il bambino prova verso la fine del primo anno di vita è quello di scoprire la realtà fuori di sé, vedere un oggetto, desiderarlo, pensarlo e muoversi per prenderlo. E’ un’esperienza fondamentale della vita, il primo passo della fantastica avventura per la realizzazione di sé, del pensiero e dell’apprendimento: infatti, solo se ho un desiderio, se penso con la mia testa e mi muovo, mi attivo, posso “apprendere”: posso cioè prendere il mondo verso di me, portare in me la realtà, integrarla con le esperienze precedenti e farla mia. Questo è l’apprendimento vero, che dura tutta la vita e fa di ogni nuovo giorno un giorno nuovo, come canta Claudio Baglioni in una bella canzone.
L’apprendimento per me è iniziato da un paperino di gomma. Sapete, quelli che divertono tanto i bambini e che se non li vedi al buio, rincasando la sera tardi, ci pesti sopra e fanno quel bel “qua”, che risuona nel silenzio della casa e rischia di svegliare i bambini!
E’ proprio quel paperino che un giorno da piccolo ho visto sul pavimento, l’ho desiderato tanto e siccome nessuno me lo dava, ho “pensato” con la mia testa e mi sono attivato per andare a prenderlo, muovendomi!
E’ una storia personale, ma è per dirvi che senza incontrare un paperino interessante che qualcuno ha posto prima di me, senza desideri e senza attivazione personale non ci può essere vero apprendimento.
Quando mi sono sposato, ho portato con me quel paperino nella nuova casa, proprio quello che usavo da bambino, l’ho messo sopra la mia libreria. Ogni tanto lo guardo e salgo in alto sulla sedia a farlo suonare, per risentire il suono di quei giorni dell’infanzia e ricordarmi sempre di essere capace di stupore davanti ai bambini e alla vita.
Lo vedete nella foto!

3- Un movimento verso la realtà

L’apprendimento dunque è un movimento che dura tutta la vita e consiste nell’integrare in maniera creativa e personale la realtà esterna con quella interna.
In questo i bambini sono maestri e ci insegnano una cosa importante: come è stato per me, che ero un normalissimo bambino, è il movimento ricco di desiderio che rende possibile all’inizio l’apprendimento. Lo diciamo anche ai ragazzi grandi: “muoviti!”.
Nei primi anni il movimento è realmente fatto di spostamenti nello spazio, manipolazioni, esperienze sensoriali, guidate dalla grande fame di vita che il bambino ha e dal suo desiderio forte di provare e riprovare. Il gioco è il regno, mai troppo valorizzato, di tutto questo!
Poi però gradualmente il bambino cresce, si muove sempre di più anche con la testa, con il pensiero e il corpo rimane sotto controllo ( non sempre ugualmente per tutti! ) ma la dinamica conoscitiva è la stessa: anche il pensiero è un “movimento”, verso un testo, una parola, un contenuto da imparare e fare proprio.
Devo accorgermi di un oggetto che mi suscita interesse, devo attivarmi, devo avere desiderio di raggiungerlo e farlo mio, magari poi per condividerlo..
Se stiamo attenti ci accorgiamo che è la stessa cosa che fanno i bambini con le cose, giocando, esplorando, toccando, costruendo, condividendo.
Quante volte anche nei bambini cresciuti, che magari fanno la quinta elementare o oltre, si osserva che si “muovono” poco verso la realtà e hanno poco interesse per ciò che accade o devono imparare!
Come aiutarli?
Forse occorre ripartire da...un papero che suona!
( continua)
 

 

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